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f0I puzzle sono tra i giochi che non dovrebbero mai mancare, neanche a scuola. Spesso nelle classi ci si limita a proporre il tangram, ma esistono moltissime versioni di puzzle e, cosa ancora più entusiasmante… si possono anche inventare!

Con la classe quarta abbiamo provato a farlo giocando con la F di Ferrini (… e di Festa!).

 

I puzzle sono uno strumento molto potente per sviluppare diverse capacità nei bambini: osservazione, descrizione, argomentazione, abilità visuospaziali, concentrazione e autostima.

L’idea di questa attività è nata da una conversazione con una giovane collega. Ho fornito ai bambini il disegno di una F e ho chiesto loro di suddividerla in parti per realizzare un puzzle.

La F rappresenta la scuola Ferrini, ma è stato naturale associare alla sua iniziale anche altre parole: festa, figure, forme, fantasia, fantastico.

La prima suddivisione è stata molto libera e casuale. In seguito ho guidato i bambini invitandoli a dividere gli angoli utilizzando multipli di 45 gradi. I modelli che ne sono usciti sono stati molto diversi tra loro.

Alla fine ho selezionato cinque versioni di puzzle, che sono state donate a tutte le classi della scuola. Il dono era accompagnato da un piccolo biglietto, scritto in forma di tautogramma:

Fanciulli
forniamo fantasiose forme,
fate F facilmente.
Faticoso?
Forza!

Per chi non è abituato a questo tipo di attività, il puzzle può risultare impegnativo.
Le soluzioni erano comunque disponibili, ma collocate lontano dal tavolo dei puzzle, per lasciare ai partecipanti il piacere della sfida.

Un aspetto interessante è che tutti i pezzi del puzzle possono essere piegati anche con la tecnica dell’origami.

Successivamente, in classe, abbiamo ragionato sulla frazione che ogni pezzo rappresentava rispetto all’intera F. I bambini tendono a cercare frazioni più familiari, come un mezzo, un terzo o un quarto; più difficile è abituarsi a pensare a frazioni meno usuali, come due settimi o tre quattordicesimi, già ridotte ai minimi termini.

L’attività, in realtà, non è ancora conclusa. In classe abbiamo disegnato sul quaderno anche un π (pi greco) utilizzando gli stessi pezzi usati per costruire le F, riproducendolo in dimensioni diverse e calcolando ogni volta la frazione rappresentata dalle varie parti.

Questo lavoro ci ha permesso di mettere in evidenza un’idea matematica importante: anche se cambia l’unità di misura, cioè la dimensione della figura, le relazioni tra le parti rimangono invariate.

Stiamo inoltre lavorando sul calcolo del perimetro e dell’area di queste figure disegnate sul quadretto del quaderno. L’attività è ancora in corso e sarà interessante osservare quali strategie utilizzeranno i bambini per affrontare queste nuove richieste.

Durante la festa della matematica, nel pomeriggio, anche i genitori hanno potuto cimentarsi con questi puzzle. In quell’occasione abbiamo proposto anche un’altra attività: i bastoncini di Nepero. I bambini stessi li hanno presentati ai genitori e ai compagni, spiegando come funzionano e invitandoli a provarli. È stato bello vedere con quanto entusiasmo e coinvolgimento si sono messi nei panni di chi propone un gioco matematico.

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