
L’attività è stata proposta in una classe quarta di scuola primaria ed è nata a seguito della presentazione di un corso di aggiornamento tenuto da Antonella Castellini e Lucia Fazzino.
In classe è presente il gioco delle ruote dentate, che i bambini utilizzano frequentemente, soprattutto durante l’intervallo, in un contesto di gioco libero e non strutturato.
Proprio questa dimensione ludica e spontanea ha rappresentato un elemento significativo: i bambini, attraverso il gioco, esplorano, osservano e formulano ipotesi in modo naturale, senza percepire l’attività come “scolastica”. Il fatto di avere già familiarità con il materiale e con il suo funzionamento ha favorito un avvicinamento immediato e autentico al problema, permettendo agli alunni di affrontarlo con curiosità e coinvolgimento.
A partire dall’osservazione di come le ruote dentate si muovono all’interno di un ingranaggio, e dopo una riflessione collettiva su dove sia possibile incontrare questi meccanismi nella vita quotidiana, è stato proposto il seguente problema: quando due ruote dentate di dimensioni diverse tornano nella stessa posizione di partenza?
L’obiettivo matematico dell’attività era avviare gli alunni a una riflessione sul concetto di frazione come rapporto, mettendo in relazione il numero di giri compiuti dalle ruote con le loro dimensioni, e promuovendo la comprensione di relazioni tra grandezze diverse.
I bambini hanno immediatamente compreso che la ruota più piccola avrebbe compiuto un numero maggiore di giri rispetto a quella più grande. È stata tuttavia necessaria una riflessione guidata per individuare come procedere in modo condiviso e per trasformare l’intuizione iniziale in un ragionamento matematico più strutturato.
Tutti gli alunni hanno fatto proprio il problema e lo hanno avviato correttamente; non tutti, però, sono riusciti a portarlo a termine utilizzando una scrittura adeguata, capace di esprimere in modo chiaro e coerente il percorso di pensiero seguito.
Al termine dell’attività, abbiamorielaborato collettivamente l’esperienza, con l’obiettivo di costruire una conclusione corretta dal punto di vista matematico e formalmente appropriata, valorizzando il passaggio dal gioco spontaneo e dall’esperienza concreta alla rappresentazione simbolica e alla scrittura formale.










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