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Maurits Cornelis Escher (Leeuwarden, 1898 – Laren, 1972) è stato un incisore e grafico olandese. È conosciuto principalmente per le sue incisioni su legno, litografie e mezzetinte che tendono a presentare costruzioni impossibili, esplorazioni dell'infinito, tassellature del piano e dello spazio e motivi a geometrie interconnesse che cambiano gradualmente in forme via via differenti.

 

 

Escher è il figlio minore di un ingegnere idraulico, prende lezioni di carpenteria e pianoforte fino all'età di tredici anni.
Frequenta la scuola secondaria ed anche se eccelle nel disegno, i suoi voti sono generalmente bassi,: deve ripetere la seconda classe. Frequenta poi la Scuola di Architettura e Arti Decorative ma solo per un breve periodo, quindi passa alle arti decorative.

Nel 1922, Escher, avendo ottenuto una certa esperienza nel disegno e in particolare nell'incidere il legno, lascia la scuola e visita l'Italia  e la Spagna. Fu impressionato dalla campagna italiana e dall'Alhambra di Granada, famoso palazzo moresco del Trecento, particolarmente interessante per la sua "ricchezza ornamentale" e per "la prodigiosa complessità, nonché per la concezione matematica", riferendosi in particolare alla decorazione dei mosaici orientali Vi conobbe i particolari arabeschi che adornano gli interni di questo edificio e che spesso sono caratterizzati da motivi grafici ricorsivi, un tema che Escher svilupperà nelle sue tassellazioni.

 

Si trasferisce successivamente in una piccola cittadina nei pressi di Bruxelles, in Belgio.
La seconda guerra mondiale lo costringe a spostarsi con la moglie un'ultima volta, nel 1941, a Baarn, in Olanda, dove vive fino al 1970.
La maggior parte dei disegni più famosi di Escher risalgono a questo periodo di tempo: il freddo, nuvoloso e umido clima olandese gli permette di concentrarsi interamente sul suo lavoro. Le sue opere grafiche sono celebri per l'uso "fantasmagorico" degli effetti ottici. Il campionario sviluppato da Escher contempla le sorprese più spettacolari che vanno da illusionistici paesaggi, prospettive invertite, costruzioni geometriche minuziosamente disegnate e altro ancora, frutto della sua inesauribile vena fantastica, che incantano e sconcertano.
Si trasferisce infine, nel 1970, a Laren, nell'Olanda settentrionale, nella casa di riposo per artisti Rosa-Spier, dove muore il 27 marzo 1972.

A questo link è possibile far scorrere le immagini delle opere di Escher

Qui la sua opera più famosa "metamorphose"

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