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Cari genitori,
il vostro bambino comincia la scuola. Si stacca da voi, un po’ intimorito, per affrontare una nuova esperienza. Non è la prima volta che lo lasciate andare, ma questa volta anche voi sentite  che c’è qualcosa di diverso:

le cose da imparare sono tante e il lavoro sarà duro. Gioco e fatica, successo e delusione, sorriso e lacrime, amicizia e solitudine si mescoleranno e si alterneranno ogni giorno dandogli modo di scoprire il suo modo di essere scolaro.
Non dimenticate, allora, che anche voi siete stati scolari. Ritrovate la vostra infanzia tra i banchi, e immedesimatevi nella sua fatica di capire e di fare da solo, ricordate l’odio per i compiti  che sottraevano tempo al gioco, il timore di essere rimproverati dalla maestra, la paura di deludere mamma e papà, la gioia dell’amicizia e la soddisfazione del lavoro ben fatto. Apprendere non è un compito facile, nemmeno da adulti, come non lo è stare tante ore lontani da casa tra persone che non si è potuto scegliere, in un ambiente dove quasi tutto è già stato deciso e spesso la richiesta ricorrente è quella di adattarsi ad un modello predefinito.

Di una cosa potete stare certi: vorremo bene a vostro figlio, ci prenderemo cura di lui, lo sosterremo nelle sue fatiche, lo aiuteremo a conoscere e a conoscersi, lo proteggeremo dalle sue e dalle vostre paure.
Fate la vostra parte, anche quando dopo una lunga giornata di lavoro vi chiederà di provargli la lezione o di stargli accanto mentre fa i compiti. Chiedete parlate osservate immaginate sfogliate i suoi quaderni, interpretate le sue parole i suoi gesti che ogni costruiscono l’uomo che sarà. In sintonia con la scuola fate in modo che sia una persona capace di aiutare gli altri, di condividere ciò che ha, di rispettare ogni persona nella sua diversità, di esprimere il suo pensiero senza doverlo gridare, di risolvere i conflitti con la calma del dialogo.

Abbiate pazienza: non tutti imparano nello stesso modo e nello stesso tempo. Non chiedete a vostro figlio di essere uguale a voi e lasciate che trovi la sua strada come voi avete trovato la vostra. Non chiedetegli sempre di essere il primo perché le sue spalle non possono reggere il peso delle pretese di noi adulti.
Date tempo… date fiducia… date coraggio…
Dimostrate al vostro bambino di volergli sempre bene anche nella fatica e nell’errore. Siate felici dei suoi progressi anche se piccoli; parlate a lui, agli altri bambini, ai loro genitori, parlate a noi insegnanti, vostri alleati nel farlo crescere bene e come voi stupiti e felici dei suoi successi.
Non abbiate paura di chiedere di spiegarvi le ragioni delle nostre scelte, di esprimere i vostri pensieri e di suggerire nuove azioni.
Carissimi auguri dunque a nome di tutti noi insegnanti
gabriellaR